Page 66 - FAHMI
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non mi nasconde la sua preoccupazione perché
non ha soldi per curarla adeguatamente.
La terza bambina, Rania di 4 anni, è la più
vispa e non smette di osservarmi, cercando di
non farsi notare.
L’ultimogenito ha appena 18 mesi. Si chiama
Bahaa e non sta fermo un attimo: cammina avan-
ti e indietro per la stanza, barcollando e caden-
do, sotto lo sguardo attento e premuroso delle
sorelline che lo aiutano ad alzarsi. Adnan mi dice
che soffre di asma e le pareti umide di quella
casa non lo aiutano di certo. Aggiunge, purtrop-
po, a completare la descrizione delle condizioni
igieniche della casa, che ci sono anche i topi e,
a quel punto, la mia nausea, che a fatica cerco
di controllare, subisce un grave scossone.
Vengo accompagnato nella seconda stanza
dove ci sono sei stuoie adagiate a terra, radenti
le pareti a formare un ferro di cavallo, un tele-
visore piuttosto malconcio e un ventilatore che
funziona a malapena. Presumo sia la stanza dove
dormiremo. L’aria è viziata e pesante. Adnan mi
indica alcuni fogli di benvenuto in italiano, colo-
rati dai suoi bambini, appesi alle pareti: è l’unica
nota di colore in quella stanza di un grigiore
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