Page 64 - FAHMI
P. 64

e agli amici che ci hanno preceduto sono toc-
         cate invece famiglie di cristiani in fuga dall’Iraq,
         perseguitati per la loro fede.
            Arriviamo sulla collina che domina Fuheis,
         ormai addormentata in una calda notte dell’esta-
         te giordana. Don Gigi mi accompagna, come ha
         fatto con tutti gli altri, all’interno dell’abitazione
         di Adnan, il profugo siriano che mi ospita. Var-
         chiamo un cancello assemblato in qualche modo
         e un piccolo vialetto ci conduce a un interrato
         adibito ad abitazione. Adnan apre una porta di
         lamiera ed entriamo. Un rapido sopralluogo da
         parte di don Gigi e un suo tempestivo quanto
         mai provvidenziale ammonimento nei miei con-
         fronti dal momento che mi accingevo a salutare
         all’“occidentale” la moglie di Adnan, per lo più
         entrando in casa senza togliermi le scarpe, dan-
         no inizio alla mia serata. Realizzo in un attimo
         dove sono andato a finire: sono ospite di una
         famiglia dell’islam sunnita! Così, mentre da un
         lato mi sto chiedendo “chi me l’ha fatto fare” e
         dall’altro cerco di controllare la nausea, tolgo
         le scarpe e, senza fissare la moglie di Adnan, la
         saluto dicendo: “Salam Halekum”. La giovane
         donna risponde: “Halekum Salam”. Da quel mo-
         mento non la guarderò più in viso.

         62
   59   60   61   62   63   64   65   66   67   68   69