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cristiani è insostenibile! Ti pongo una domanda.
         Tu saresti disposto a tornare a Damasco?”.
            Il giovane traduce al padre e agli altri uo-
         mini la mia domanda, Haiman il figlio pazzo,
         scimmiotta la mia lingua sconosciuta e mi mette
         sorridente una mano sulla spalla. Tra di loro gli
         uomini parlano e poi si fa silenzio. Abdalla parla
         a nome di tutti, prima in arabo e poi in inglese:
            “Abuna la tua domanda è un tormento per
         me. Qui abbiamo ripreso la nostra vita e c’è una
         certa sicurezza per mia moglie e i miei bambini,
         ma se vuoi una risposta ti dico con tutta since-
         rità... – l’uomo rallenta il suo discorso, il tono
         della voce si raffredda ed escono gelate parole –
         Tornerei a Damasco per unirmi alla lotta armata
         contro Assad!”.
            Il tono ghiacciato produce ammirazione nel
         vecchio Mohammed che, con solennità, conclu-
         de scandendo in arabo Allah Akbar Dio è il più
         grande.


            Rischio grosso continuando questo discorso.
         Allora sfoggio uno studiato e lungo sbadiglio.
         Sono quasi le tre della mattina a Fuheis e penso
         che sia tempo di dormire un paio di ore. Se ne

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