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VentIsette pIetre VIVe dI GerusALeMMe


            Gerusalemme, città senza tempo, confusa dal-
         le innumerevoli religioni che in te reclamano uno
         spazio che appartiene ai ricordi di un passato in-
         certo. Ogni angolo ha profumi e colori differenti,
         sei di oriente e di occidente. Cuore spezzato da chi
         ti calpesta senza coglierti, non puoi appartenere
         a nessuno, sei di tutti... per questo unica e sedu-
         cente. Odio o amore per te non ci sono sfumature.
         Se le tue pietre potessero parlare ci darebbero cer-
         tezze su ciò che è stato ma non sarebbe più fede...
         quindi ci lasci al fruscio del vento, di parole che
         inseguendosi si accavallano, lasciando libero chi
         ti vive di credere nel proprio sogno.
                                             Cristina Forti


            La giornata è stata calda. Siamo ad agosto e
         abbiamo camminato tutto il giorno per i vicoli
         di Gerusalemme: dal Monte degli Ulivi al Santo
         Sepolcro, dall’edicola dell’Ascensione, alla cap-
         pella del Pater Noster, per giungere al ricordo
         del Dominus Flevit e poi alla pietra dell’agonia.
         Pranzo. Via Dolorosa, Basilica del Santo Sepol-
         cro. I piedi fanno male, le camicie puzzano di

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