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Li guardo tutti: uno per uno con calma. Im-
pongo loro, con il mio atteggiamento forse sfron-
tato, di guardarmi dritto negli occhi. Qualcuno
a fatica li alza, altri in modo quasi magnetico.
Li guardo negli occhi, profondamente... le mie
27 pietre vive di Terra Santa. Guardo nel loro
cuore, un cuore conosciuto nel sacramento della
Confessione o nella condivisione di pasti, di let-
ture del Vangelo, di racconti. Una settimana per
giungere a quello sguardo lungo, calmo, diretto,
senza esitazione. Uno sguardo denso di convin-
zione umile, ma certa di quello che sussurravo
al loro orecchio in modo deciso: Angelo, Grazia,
Romeo, Cristina, Amedeo, Marzia, Corrado.
“...ascolta – avvicino le mie labbra ai loro
orecchi – ti devo dare una bella notizia: ‘Gesù
è risorto e mi ha cambiato la vita! Credi tu que-
sto?’”.
Mentre dico così per ventisette volte, dopo
aver sussurrato la prima parte della frase all’o-
recchio, lentamente allontano il volto, ma non
troppo affinché i miei occhi possano a distanza
ravvicinata di pochi centimetri guardare i loro
occhi. I miei occhi si incontrano con i loro 27
volti. Volto timido che guarda in basso, lenta-
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