Page 38 - ESHA
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Esha continua il racconto della sua mutila-
zione genitale.
“Don Gigi, devi sapere che al piccolo e affi-
lato coltello che ti asporta in modo rude e gros-
solano il clitoride, non è seguita nessuna sutura
del profondo taglio... Molte ragazze purtroppo
muoiono dissanguate, altre di setticemia provo-
cata dall’infezione delle parti intime non igieni-
camente curate. Nei giorni seguenti continuo a
sentire uscire il sangue caldo dalla ferita e l’unica
quotidiana cura che aspetto con crescente ter-
rore è quando tolgono le fasciature e mi lavano
con acqua satura di sale. Alcune volte passando
leggermente del sale e poi sciacquando ripetu-
tamente. Padre non sai cosa significhi strofinare
delle ferite con il sale: è un bruciore formidabile
che ti brucia dentro e ti brucia il cuore e il cer-
vello. Attendo con orrore mia madre che ogni
giorno, aiutata da qualche donna che mi tiene
ferma, mi lava la ferita... Ogni volta che tolgo
le bende la ferita si riapre e il dolore fulmina la
mia vita. Anche questo culto del dolore per più
di una settimana mi ha fatto male dentro, mi ha
fatto male all’anima. Quasi una sorta di sofferen-
za mistica. Ma con quale motivo?”.
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