Page 33 - ESHA
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e non ne voglio perdere neppure una. Chiedo
fogli in più a Suor Eveline.
“Esha raccontami di quei giorni...”.
“Ricordo queste lezioni che una vecchia ci
continuava a dire alla presenza di mia madre e
della mia migliore amica che mi avevano chiesto
di scegliere e di condurre al rito. Poi avrei sco-
perto tristemente il perché. Ricordo di un clima
bizzarro di festa attorno a noi, quando si man-
giava e si beveva... Finché giunge il triste giorno
della mia mutilazione”.
Ci facciamo tutti ancora più attenti, io, Jimmy
e Suor Eveline. Per tutti noi è la prima volta che
ascoltiamo una vicenda del genere. Esha conti-
nua nel drammatico racconto riempiendolo di
particolari raccapriccianti.
“Don Gigi, mi vengono a prendere alle quat-
tro del mattino e usciamo di casa, io, mia madre
e la mia migliore amica che aveva dormito da me.
Per il sentiero giungiamo a uno spiazzo vicino
al fiume Tana. Da una parte il terreno è stato
accuratamente pulito e sopra sono state messe
foglie fresche, quasi a riprodurre un giaciglio. Ci
fanno spogliare nude, io e le altre bambine. La
più piccola ha sette anni, io ne ho dodici e le più
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