Page 55 - Doan
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“Don Gigi, pregavo allora più di oggi. Ogni
mattina mi svegliavo alle 4, un’ora prima della
truppa, per pregare. Durante il giorno recitavo
cinque rosari, e la sera dormivo un’ora dopo e,
dalle 10 alle 11, pregavo ancora!”.
Due ore di preghiera e cinque rosari ogni
giorno? Ma non prego neppure io così tanto e
così di frequente in una giornata! Quell’uomo
riusciva a farmi sentire stupido nelle pie prati-
che di pietà messa, breviario, rosario, visita al
Santissimo, esame di coscienza, ma non posso
dire che ogni giorno con tutte queste cose rag-
giungo le due ore... e i cinque rosari! L’incontro
con questo uomo diventa una sfida. Mi sento
ridicolo, fariseo, con pratiche di pietà vissute co-
me adempimento di piccole leggi e schemi che
ti fanno sentire a posto. La Chiesa la mandano
avanti loro, la gente che, come Doan, riesce a
pregare durante la guerra, che prega di continuo
e senza pausa... una preghiera fatta di formule
semplici e ripetute ma vissute con il cuore. A me,
uomo di poca fede, il suo esempio mi umilia,
mi destabilizza, mi sento povero, mi sento nudo
senza questa potenza interiore che lui scatena.
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