Page 36 - Doan
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i gomiti. Sfoggia poi tutta la sua cretineria quan-
         do chiedo di andare al bagno!
            “Lei al bagno di qui non va! Io non mi alzo!”.
            Passo all’ebraico che pratico più del russo e
         mi surriscaldo. Lo mando a fanculo e chiedo alle
         due ragazze sedute vicino a me di lasciarmi pas-
         sare. Un buono sguardo di commiserazione mi
         consola. Dopo questa arrabbiatura, mi sistemano
         in fondo all’aereo, vicino al cesso. Un posto mai
         così accogliente e desiderato per trascorrere le
         nove ore e quaranta di volo. Questa volta sono
         vicino a un cinese e a un vietnamita. Almeno
         sono sicuro di non potermi incazzare e sparare
         parolacce come con il russo e l’ebreo.
            Da questa postazione favolosa sto scrivendo il
         capitolo su Doan, al quale il libretto è dedicato.

            La città di Yen Bai è a circa due ore da Ha-
         noi. Dopo aver visitato un villaggio al nord di
         Hanoi, la sera, dopo una doccia, riparto con Men
         per la sua casa che si trova in un villaggio nella
         provincia di Yen Bai. La ragazza è molto fiera di
         farmi conoscere la sua famiglia. Mentre la strada
         scorre mi dice:
            “Don Gigi, stai cercando una storia bella e
         forte da raccontare. Perché non parli di mio pa-

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