Page 35 - Doan
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DOAN
Volo Hanoi – Mosca. Aereo colmo alla follia.
Distrutto dal viaggio vado al mio posto preno-
tato e mi trovo seduto vicino a un primo pazzo
che, nel giro di tre minuti, mi dice di non toc-
carlo. Come ben sapete i seggiolini della classe
economica sono sempre più stretti e c’è una bella
differenza tra sfiorare casualmente e toccare.
L’uomo parla in inglese ma con un accento
russo inconfondibile. Lo zittisco passando al rus-
so, lingua che ho tristemente appreso negli anni
passati e che ho cercato di dimenticare, ma nei
momenti di incazzatura l’adrenalina mi au-
menta il cervello. Inizia un battibecco che mi la-
scia esterrefatto. Se volo fino a Mosca con questo
lo uccido. Tronco la conversazione e mi rivolgo
molto stizzito alla hostess. Appena decollati mi
offre un altro posto in fila centrale vicino a un
grasso ebreo che non ha assolutamente gradito
l’esortazione a lasciarmi il posto libero vicino a
lui.
Ci mette non più di venti minuti a farmi in-
cazzare la seconda volta allargando le sue enor-
mi braccia ciccione impedendomi di appoggiare
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