Page 30 - Doan
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ostacolava nel costruire una cappella di proprietà
         comune e così ho pensato: trasformiamo la mia
         casa privata in luogo di preghiera comune. Qui
         abbiamo cominciato a recitare rosario, a dire le
         preghiere. Non avevamo un sacerdote perché,
         dopo quello morto nel 1971, nessuno aveva pre-
         so il suo posto... ma non importa. Abbiamo con-
         tinuato comunque a pregare da soli e, dal 1989,
         in questa cappella. Allora, padre, sono iniziati
         i miei guai. Le autorità del regime di Hanoi mi
         hanno chiamata, una, due, tre volte... ogni volta
         il tono si faceva più aspro. Mi dicevano di smet-
         tere di invitare alla preghiera la gente, di andare
         di casa in casa, di parlare con loro e di invitarli
         alla chiesa. Mi dicevano che le autorità di Hanoi
         stavano decidendo per la mia carcerazione. Toni
         duri, aspri, discriminazione sociale, esclusione...
         Ho sofferto, padre! Facevo il giro delle casette
         invitando la gente alla preghiera e, il giorno do-
         po, i poliziotti facevano il medesimo giro invi-
         tando a non venire alla chiesa... Allora, di buon
         mattino, facevo nuovamente il giro, raccoglievo
         le persone e le portavo qui a pregare. Il nostro
         gruppo, pian piano, cresceva e ora padre siamo
         100 persone!”.

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