Page 78 - Diana
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l’Iraq aveva portato con sé un odio folle contro
gli occidentali a Mosul come risposta alla guerra
ingiusta. Poi le cose si erano andate piano piano
ridimensionando, ma la recente guerra contro l’I-
SIS ha fatto rivivere antichi fantasmi”.
Proprio in mezzo a queste macerie inizio a
capire molto di quella che è definita purtroppo
una guerra religiosa. Non voglio togliere nulla al
fanatismo di Al Baghdadi, ma da solo quello non
basta per creare opposizione. Ivan vuole finire il
suo discorso che, nel caldo dei 50 gradi, seguo
con difficoltà. Ma il curdo continua a parlare:
“Vedi l’opposizione ai cristiani oggi, a Mosul, in
effetti nasconde una forte opposizione agli occiden-
tali e, in modo viscerale, contro gli americani… e la
presidenza di Trump non è certo un incoraggiamen-
to. Dunque, tornando a noi, quel buon musulmano,
a spasso con la sua famigliola tra le macerie della
sua Mosul, altro non vede in te che uno di quelli
che probabilmente gli ha bombardato la casa… e di
conseguenza tu sei un cristiano! Su questi vecchi
sentimenti ha fatto leva Al Baghdadi e in pochi me-
si, nella città e nella Piana di Ninive, centoventimila
cristiani sono stati fatti fuggire. Era il 2014. Non rie-
sco ancora a spiegarmi come cristiani e musulmani,
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