Page 75 - Diana
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città di Ninive erano degli abitanti, dei poveri, di
         chi lì viveva da sempre! Se i cristiani sono caccia-
         ti dalla Piana di Ninive i musulmani sciiti, e non
         sunniti, che popolano l’Iraq si sono trovati in una
         situazione peggiore: quella del rischiare la vita
         perché la soldataglia dello Stato islamico abitava,
         si nascondeva e minava le loro case. E tutta que-
         sta gente? Sono degli zombi!
            Inizio a camminare nelle strade sommerse dal-
         le macerie. È un succedersi di edifici crollati, di
         case pericolanti in gran parte disabitate perché
         inagibili. Piano piano, prendendo confidenza con
         i luoghi, inizio a notare che le macerie sono abi-
         tate! La gente più povera è rimasta lì, talvolta vi-
         vendo in situazioni di disagio inumano. Le stanze
         con pareti squarciate e rattoppate con i teloni blu
         dell’UNHCR diventano abitazioni. Mi guardo in
         giro. Abbiamo parcheggiato il fuoristrada e stiamo
         camminando tra le vie e le macerie. Il caldo arriva
         a 51 gradi e toglie il respiro. Da una casa perico-
         lante esce lui, un musulmano. Ha vicino a sé il
         figlio più grande, un ragazzino di circa quattordici
         anni poi, completamente velata, esce la moglie che
         tiene per mano un marmocchio di cinque o sei an-
         ni. La legge coranica impone che l’uomo cammini

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