Page 73 - Diana
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strada attraversa il ponte sullo splendido Tigri. Il
         traffico del mattino e i controlli di sicurezza, che
         ancora oggi si fanno con meticolosità, creano una
         lunga fila. Piano piano arriva il nostro turno e at-
         traversiamo il fiume… e, da questa parte del fiu-
         me, le cose cambiano. Ad accoglierci tonnellate e
         tonnellate di macerie. Mi sembra di essere a Gaza
         durante la guerra del 2014, ma moltiplicato per
         mille. I bombardamenti americani e iracheni, gli
         attacchi dei peshmerga ai fanatici islamici hanno
         sventrato case, ridotto in polvere grandi edifici.
         Dove non sono arrivati gli iracheni, gli america-
         ni e i peshmerga sono arrivati loro, i tagliagole
         dell’ISIS. Hanno minato tutto man mano perde-
         vano terreno: le piccole casette, i bazar, i negozi,
         le moschee. Quello che vedo davanti a me e che
         mi mette il capogiro è l’orrore provocato dalla più
         cieca stupidità, dall’assurdo.
            Vedete, leggere queste parole nel vostro cel-
         lulare o computer non dà immediatamente l’idea
         dell’inferno. Provate a immaginare: graziose ca-
         sette distrutte, portici ridotti in macerie, grandi
         edifici antichi e anche le catapecchie, di chi era-
         no? Dell’ISIS? Proprio no, quegli stronzi venivano
         da Raqqa! No, quelle case nel centro storico della

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