Page 40 - Diana
P. 40
semplice e grossolana è ancora lì! In verità è sta-
ta coperta, ma lo strato di pittura è sottile e la
mia croce si vede! Mi commuovo. Ma chi avrebbe
mai pensato di tornare ancora a questa chiesa e
a questa parete. Chi avrebbe mai pensato di ritro-
vare la mia croce? Sono orgoglioso. Mi inginocchio
e la bacio. Mi fermo un momento in silenzio. Le
ginocchia, sul terreno rovente, bruciano e il mio
peshmerga non capisce se ho avuto un colpo di
sole o cosa sia successo. Poverino! Mi prende per
un braccio e mi domanda, nella sua lingua incom-
prensibile, se sto bene, mi porge dell’acqua e mi
aiuta ad alzarmi. Lo guardo con un sorriso e riman-
go in silenzio! Le cose più belle, quando accadono,
sono delle magie che hanno un fascino di silenzio.
Se nella vita hai il coraggio di tracciare il segno
della croce, lui poi rimane per sempre indelebile a
tua protezione.
Ripartiamo verso Alqos. Sono cento chilo-
metri e siamo nel cuore del calore. Né io né il
peshmerga abbiamo voglia di mangiare. Mange-
remo stasera anche se, al campo, mi dovrò pre-
occupare, soprattutto, di trovare qualcuno che
parli inglese se no vado al manicomio con questo.
Viaggiamo uno a fianco all’altro e non riusciamo
38

