Page 41 - Diana
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a comunicare! Quante persone nel viaggio del-
la vita ci camminano accanto e non riusciamo a
comunicare, magari per anni.
La distruzione di Daesh continua: case sven-
trate, edifici colabrodo, piccole fabbriche a con-
duzione domestica fatte saltare in aria. Mi fermo
presso le rovine di quello che doveva essere un
edificio a due piani. Sto per entrare, ma il peshmer-
ga grida, grida. Torno indietro e lui mi dice:
“Gigi, dont’go! Bummm!”.
Ha ragione! Ricordo che Ivan, a Mosul durante
la guerra, mi faceva rimanere fuori dall’edificio che
prima lui, con cura, visionava nei dettagli.
Ad Alqos ci accoglie il vescovo Monsignor Nizar
Semaan, da pochi mesi ordinato. Gli dico che sono
in Iraq per inaugurare un pozzo d’acqua a Mangesh
e che poi il fine settimana mi dirigerò a Mosul.
Lui mi guarda:
“Gigi, a Mosul non commettere imprudenze.
Non è una città sicura!”.
Glielo prometto. La macchina riprende il lungo
percorso serale per arrivare a Dawdiya. Recito il
rosario, prego il breviario. Il mio peshmerga guarda
con attenzione la strada… Sono le sette di sera e
siamo al campo profughi che accoglie ancora più di
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