Page 73 - Amina
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silenzio assoluto. Il cuore batte forte. Entra un
israeliano armato fino ai denti, deve essere uno
dei capi, e mi punta un fucile a ripetizione al
petto e mi dice:
“Stai fermo e non ti muovere per nessun mo-
tivo”.
Per la prima volta nella mia vita sento un’ar-
ma da fuoco puntata contro di me alla distanza
di soli 30 centimetri... e anche questo ti spaven-
ta! Entra il ragazzino vestito di blu con la radio
trasmittente e un metaldetector in mano. Viene
davanti a me, mi ordina di allargare le gambe.
Sento il metaldetector sul testicolo destro, poi
passa lentamente sul sinistro, poi sotto al sede-
re, poi le gambe, le braccia, la pancia, il petto...
L’operazione dura forse un paio di minuti ma mi
sento di un male incredibile: un vortice nero di
non senso, di inquietudine e di paura. La sceneg-
giata del terrore e dello spaventare sta per finire.
Il ragazzo dice “Ok, nessun pericolo”. L’agente
armato di carnagione scura mette la sicura e ab-
bassa il fucile a ripetizione. Riprendo a respirare.
Mi dicono:
“Non si muova, le diciamo noi cosa deve fa-
re”.
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