Page 78 - Ashur
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ashur                                                                              BEIDA: QUANDO DIO TI CHIEDE DI UCCIDERE TUO FIGLIO

         bruciante, don Gigi, sgorga da un cuore - il                        Suor Carolina si è fatta silenziosa ma segue
         tuo - che ha bisogno di Dio, da un cuore che                     con viva attenzione il nostro drammatico col-
         ha fatto di Dio il motivo della sua vita. Vedi, in               loquio: da una parte, un prete con domande
         questa mia prova ho trovato pace in un bra-                      di fuoco, fuori di testa, e dall’altra la formida-
         no formidabile della Bibbia, quello nel quale                    bile, granitica fede di una donna semplice. E
         Dio chiede ad Abramo di uccidere il figlio per                   io, don Gigi, cosa provo? Io sento che mi è
         Lui! Usiamo le parole vere, padre: Dio dice ad                   arrivato un ceffone fortissimo: a me, alla mia
         Abramo: se mi ami, sacrificami tuo figlio! Ma                    vita, ai miei falsi problemi, alle mie stupide
         che Dio è questo? Vedi, la domanda è lì… E                       preoccupazioni di prestigio, di sicurezza... Mi
         Abramo? Di fronte alla richiesta pazzesca non                    tormento perché voglio “prevedere” e dare
         dice ‘no’! Non reclama senso, ma accoglie,                       una direzione al mio presente, senza capire
         accoglie il buio della fede e si fida! Il rischio e              che la direzione del presente me la può offrire
         il brivido di fidarmi di Lui io li ho provati alla               solo la scommessa della fede. Ritorno a scuo-
         nascita di Lora storpia, li ho provati quando                    la da Abramo, vedo in Beida una guida spiri-
         Daesh ci ha strappato tutto, li ho provati nella                 tuale potente – e questo viaggio in Iraq che
         disabilità di mio marito e poi nella sua mor-                    mi rivolta come un calzino! Sono arrivato qui
         te: perché Edward, dopo un secondo e poi                         con tutte le mie stronzate, le mie false preoc-
         anche un terzo infarto è morto! Ma proprio                       cupazioni della mia vita europea – alla scuo-
         nella sua mancanza ho scoperto la presenza                       la della vita vera mi sento ridicolo. Scende
         di Dio! Io ti sono qui davanti, padre... Fino a                  nuovamente silenzio tra di noi, è un silenzio
         un’ora fa non sapevo neppure chi fossi: è pas-                   gravido di pensieri e di certezze, un silenzio
         sata un’ora e ci troviamo a parlare del perché                   che porta Dio in mezzo a noi e ce lo “impone”.
         più profondo della nostra vita, mettendo sul                        Sono io a prendere la parola e questa volta
         piatto della bilancia le domande più pesanti                     in modo tutto nuovo... Suor Carolina traduce:
         del vivere...”.                                                  “Abramo non solo era disposto ad uccidere

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