Page 82 - Ashur
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         il figlio per sacrificarlo a Dio, ma per Dio ha                  siamo fare per lei: la prenderemo in adozio-
         lasciato tutto, proprio come te, Beida, come                     ne a distanza per tre anni”. “Padre – esclama
         Edward e Lora! Ha lasciato casa e terra: tutto!                  Beida – grazie! Lora ha attraversato il fuoco
         Nel mio piccolo, la morte mi ha strappato la                     del dolore: pensa che ha subito un complica-
         persona più cara della mia vita, mia mamma                       to intervento chirurgico che le ha tagliato in
         Santina; lei è morta, eppure questa sera sono                    sei parti le gambe, poi è stata ingessata per
         qui a parlarti proprio perché lei, con la sua                    dieci giorni e poi due mesi di dolori atroci
         storia di dolore ha superato la propria vita e la                per la prima fase della riabilitazione, e ora ha
         ritrovo dall’Iraq al Vietnam, dal Kenya al Mes-                  davanti ancora altri tre anni di calvario per
         sico e al Perù... Il suo nome continua ad esser                  completarla! Ti stai chiedendo perché tutta
         scritto e pronunciato. Io questa sera sono qui                   questa sofferenza concentrata nelle gambe di
         nel suo nome e nel suo nome ti incontro. Lei,                    mia figlia? Non chiedertelo, chiedi solo cosa
         Beida, era come te: una donna semplice di                        puoi fare per lei! Lei è qui e ti sfida con il suo
         fede robusta e mi ha insegnato a cercare per-                    dolore...”. Ammiro la ragazzina, la abbraccio
         sone come te per riempire la vita di signifi-                    e le do un grande bacio. La metto sul dondo-
         cato. Io questa sera ti ringrazio, Beida: tu per                 lo del giardino, mi inginocchio e le baciò le
         me sei la prova dell’esistenza di Dio... E ora                   cicatrici sui piedi e sulle gambe, le accarezzo
         mi vergogno della domanda che ti ho fatto,                       i capelli e le dico: “Non avere paura, ti saremo
         mi pento e mi sento ridicolo! Grazie, Beida,                     vicini: intanto per i prossimi tre anni, ed even-
         di questa nostra profonda condivisione”. La                      tualmente anche dopo!”. Oggi, nella santa
         donna sorride e prolunga il silenzio in cui ho                   Messa avevo fatto la comunione, ma vi giuro
         pronunciato le mie ultime frasi.                                 che baciando Lora e le sue cicatrici impressio-
            Guardo Lora. La faccio alzare... Cammina in                   nanti mi sembrava di ricevere Gesù nel cuore
         modo penoso, mi sorride e mi strappa il cuo-                     una seconda volta! E vi giuro che domani, qui
         re! “Lei, Beida, è il tuo Isacco... Senti cosa pos-              a Erbil o a Baghdad, troverò un prete a cui

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