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TRE NOMI SULLA PELLE

                 Le bambine scrivono lentamente perché la
             biro lasci nitido il suo segno. Il tratto blu, piano
             piano, appare sul mio braccio sinistro. Sono tre
             nomi, sono tre bambine, sono tre mamme. Sento
             una specie di solletico sulla pelle e i tre nomi
             prendono forma: Miriam, Mary, Judith Ànghela
             de Rocio… e una data 12/2/19. Di loro tre non ho
             di più. Oltre ai piccoli regali simbolici, ho il loro
             nome sulla pelle. Non ci sono fotografie, nient’al-
             tro di loro, protette e prigioniere di un program-
             ma di protezione dei minori. I tre uomini che le
             hanno messe incinte sono in prigione e sotto
             giudizio e di loro non si può sapere molto. Torno
             alla struttura dell’INABIF, Programa Integral Na-
             cional parà el bienestar Familiar, per incontrarle
             di nuovo. La trafila è severa e dura. Si devono
             dare i documenti e si devono rispettare alcune
             ferree regole. All’interno dell’INABIF incontro
             Jessica e Rosa che, da subito, si mostrano tanto
             gentili e disponibili.
                 Rosa, quando viene a sapere che sono un
             sacerdote, mi regala il suo giubbetto rosso, una
             sorta di divisa che contraddistingue le persone

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