Page 80 - Angel
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“E tu non hai reagito?”.
“Sì, ne ho parlato con i miei professori e ora
lui è in galera!”.
La ragazzina è confusa, tormentata, senza
pace. Penso al trauma inguaribile che si porta
nella pelle, la abbraccio e lei mi sorride e quel
sorriso è la cosa più bella nella disperazione delle
tre storie appena ascoltate.
“Mary, guarda al tuo bambino e concentrati
solo su di lui. Mi hai capito tesoro?”.
Mi risponde di sì. Rientriamo. Anche Olinda
ci ha raggiunto. Lunghi istanti di silenzio nella
stanza… I tre piccoli figli delle bambine dormono.
Jessica mi chiede di dir loro una parola. Ci penso
e poi parlo:
“Miriam, Mary e Ànghela voi state vivendo un
grande dolore, ma sappiate che il bene si veste
di dolore! Molte volte invidiate le vostre amiche
fuori di qui, non sfortunate come voi. Bene! Ora
vi dico un’assurdità: il grande dolore che voi pro-
vate vi rende superiori, vi rende diverse e vi ren-
de mamme! Quanto sono stupide le altre bimbe
paragonate al dolore che voi sopportate, voi siete
dei giganti, voi siete dei capolavori di Dio e Dio
vi ama, vi vuole bene, vi abbraccia. Dimenticate
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