Page 78 - Angel
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il suo orrore: il padre è morto, gliel’hanno ucciso
e lei non sa il perché, come non sa il perché del
fatto che il suo patrigno l’abbia violentata per di-
verse volte. Occhi spenti, occhi pieni di lacrime,
occhi che bramano la mamma e i fratellini che
non possono più incontrare.
“Don Gigi, mi manca tanto, ma tanto, la mam-
ma e la mia famiglia!”.
La abbraccio forte:
“Ànghela, amore mio, è un bellissimo desiderio
il tuo e la tua sofferenza è buona. Non hai fatto
del male, lo hai ricevuto come Gesù sulla croce!
Calmati, ti sono vicino, non avere paura…”.
Le parole sfumano e la tengo nelle mie brac-
cia lunghi istanti. Guardo il gilet rosso appena
regalato macchiato dalle sue lacrime. Mentre
tento di calmarla, è il mio cuore ad andare in
ebollizione. Sento un odio forte e viscerale per
quella bestia dell’uomo che l’ha distrutta! Voglio
sordamente per lui la morte, voglio per lui la ca-
strazione, voglio per lui ogni male del mondo.
Tento di pentirmi, ma non ci riesco… è più forte
di me! Sono le lacrime di Ànghela a distogliermi
dall’animale, dalla bestia che ha combinato un
orrore così devastante.
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