Page 71 - Angel
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il pollice e me li metto in bocca.
“Voglio bere il tuo dolore, Ànghela”.
La bambina mi guarda e rimane colpita dal
fatto che mi sia messo in bocca le sue lacrime,
arrossisce con quella ingenuità dei bambini e
scoppia a piangere. Mi abbraccia forte forte. Ci
spostiamo da parte e Ànghela comincia a rivela-
re l’inferno. Dalla tasca dei pantaloni estrae una
pietruzza nera e me la mette in mano.
“Don Gigi, ti regalo questa pietruzza nera
alla quale tengo tanto. Me l’ha regalata mamma
quando la polizia mi ha portato via. Mamma mi ha
regalato questo sassolino e mi ha detto: ‘Tienilo e
ricordati di allevare bene tuo figlio’. Da allora non
l’ho più vista e non sono più rientrata in famiglia”.
“Perché?”.
Mi pento immediatamente di aver osato tan-
to e la risposta mi spacca il cuore.
“Padre, vuoi davvero sapere il perché?”.
La guardo e la abbraccio forte forte. Lei pian-
ge come una matta e io me la guardo. Mi guarda
dritto negli occhi:
“Non posso più rientrare nella mia famiglia
perché… il padre di mio figlio è mio fratello che
mi ha violentato!”.
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