Page 63 - 4. La speranza non delude
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inerte, sanguinante… povero. Un prete in una sala operato-
ria? Che ci fa? Impara! Impara chi sia l’uomo. Quella sera
ho scoperto l’uomo nella sua materialità, nella sua povertà:
vedevo un essere inerte, piccolo, fragile; mi chiedevo: guar-
da che cosa sei, guarda come sei piccino! Tutto ciò mi tur-
bava, ma al tempo stesso constatavo che era lo stesso uomo
con lo stesso cervello a compiere un intervento tanto delica-
to! E scoprivo così la grandezza di essere uomini.
È formidabile scoprire in una sala operatoria povertà e
fragilità unirsi a grandezza e forza, si avverte un contrasto
che esige con insistenza una spiegazione. Anch’io m’interes-
so dell’uomo. In modo diverso ma forse ugualmente impor-
tante a quello del chirurgo poiché anch’io vivo in questo
contrasto di povertà e grandezza. Tale contrasto chiede una
spiegazione e questa mi viene offerta da una strana persona.
Una persona che dice di essere Dio e nasce in una stalla…
che parla di vita eterna e muore in croce… Una persona che
ama il contrasto e lo fa suo: Gesù Cristo. Allora m’accorgo
che vale veramente la pena di credere nell’uomo e di servir-
lo con passione: quella passione che ho notato negli occhi
attenti di quei chirurghi, quella sera. Non importa come; ciò
che importa è capire che la vita ha un senso proprio in que-
sto contrasto e che essa rivendica a ciascuna piccola perso-
na la sua infinitezza e immortalità (Sala operatoria traumato-
logia cranica, Ospedale San Giovanni, Roma 1986).
CURE SOFISTICATE E SPECIALISTICHE PER MIA MADRE:
UN DONO DI DIO
Tenendole la mano accompagno Mamma sul lettino
che la porta nel blocco operatorio; a un certo punto la de-
vo lasciare perché mi devo cambiare e lavare. Lascio i miei
vestiti in un armadio: mi spoglio e indosso una casacca a
maniche corte, un paio di pantaloni di tela – entrambi di
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