Page 62 - 4. La speranza non delude
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Nel 1986 ero a Roma come giovane prete per conclu-
dere i miei studi e come attività pastorale avevo scelto di
prestare il mio servizio al grande Ospedale San Giovanni
che si trova a due passi dal Pontificio seminario romano in
cui ero studente-ospite. Tale esperienza mi mise più volte
a contatto con la sala operatoria e così, quasi vent’anni fa,
nacque la pagina che ripropongo qui di seguito. All’inizio
del mio ministero sacerdotale fui chiamato ad assistere a
un intervento sul cranio, sul cervello… che strano: mente
e cuore, i due organi vitali ricchi di enormi significati!
Ecco il testo da me scritto nel lontano 1986. Per capire
il 18 Luglio 2005, si deve prima capire quell’intervento dal
quale ho ricavato significati importanti per orientare la mia
vita e che mi hanno preparato a seguire l’intervento subìto
da mia madre.
Una potente lampada illumina il campo operatorio deli-
mitato dai verdi panni sterili che si confondono con i cami-
ci dei chirurghi. La mascherina che mi copre naso e bocca fa
filtrare un leggero odore di disinfettante misto all’odore
acre dell’elettrobisturi. Il respirare ritmico dell’apparec-
chiatura di anestesia si sovrappone al rumore dei ferri. Nel
silenzio della stanza operatoria il clima è calmo e sereno. Il
dott. Roberto Colantoni e la dott.ssa Marina Avitabile stan-
no eseguendo un intervento sul cranio. Devo ringraziare la
loro cordialità e amicizia perché hanno guidato il tempo che
ho trascorso assistendo all’operazione. Mi sono trovato così
in un atteggiamento di meraviglia per la loro abilità e pro-
fessionalità legate a una sorprendente disinvoltura e preci-
sione. Dopo una chiara spiegazione sul tipo d’intervento
della dott.ssa Avitabile, i vari passaggi mi venivano presen-
tati man mano dal dott. Colantoni. È strano assistere a un
intervento chirurgico; sembra di trovarsi in un santuario il
cui centro è l’uomo. Si crea un geniale santuario non per ve-
nerare un eroe, non un uomo valoroso e forte, ma un uomo
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