Page 18 - 4. La speranza non delude
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Poi Samuele Pentiricci e Kostantin Deyneka – mi assi-
steranno durante la fase centrale dell’intervento – che mi
affascinano per la loro gioventù e bravura tecnica e che io
cercherò di trasformare da ottimi « tecnici di chirurgia » a
« dottori in chirurgia ».
Quindi la ferrista, la sua aiutante, l’aiuto anestesista, e
il tecnico della circolazione extracorporea, che sono sicu-
ro daranno un contributo essenziale per la buona riuscita
dell’intervento.
Suona il timer che avevo impostato per una durata del
lavaggio delle mani di cinque minuti e tutti questi pensieri
mi hanno dato grande serenità. Posso entrare in sala ope-
ratoria; voglio bene a Santina come a migliaia di pazienti
che ho operato, sono sicuro che tutto andrà bene.
Aziono con il piede il pulsante che apre la porta per
passare dalla sala lavaggio mani alla sala operatoria, te-
nendo le mani alzate. L’atmosfera della sala operatoria è
perfetta, tutti sono ai loro posti. Incrocio lo sguardo di
don Luigi e sento che lui capisce il mio stato d’animo e io
il suo, in un moto di reciproca intesa.
Mentre asciugo le mani, prima che la ferrista mi aiuti a
indossare il camice sterile e i guanti, chiedo a Samuele se
durante la preparazione dei condotti per i by-pass si siano
presentati problemi.
Percepisco un po’ troppa tensione nell’équipe chirur-
gica, e chiedo di cambiare il sottofondo musicale, da mu-
sica leggera a musica classica, più adatta a isolare il tavolo
operatorio dalle tensioni esterne.
Sono pronto: Samuele mi lascia il comando dell’inter-
vento alla destra del paziente e passa dalla parte opposta
per aiutarmi. Sarà la musica classica, o la mia presenza, ho
la sensazione che l’età media dei componenti in sala ope-
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