Page 23 - 4. La speranza non delude
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operatoria alla terapia intensiva, con gesti sempre attenti e
determinati. Tutto procede per il meglio e dopo alcune
ore Santina viene svegliata, estubata e svezzata dall’im-
portante monitoraggio degli organi vitali, necessario in
questo tipo di chirurgia complessa. Dopo quarantotto ore
Santina lascia la terapia intensiva per essere trasferita in
reparto con dei parametri vitali ottimali.

   La sera del 22 Luglio, durante il giro serale in reparto,
visito Santina; le sue condizioni generali, la ripresa gra-
duale della funzione dei suoi organi, mi tranquillizzano.

   « Questa notte posso dormire tranquillo », penso dopo
aver visitato in reparto numerosi pazienti operati nei gior-
ni precedenti e i pazienti in terapia intensiva operati il
giorno stesso.

   Ma alle due proprio di quella notte, arriva, come ful-
mine a ciel sereno, una telefonata dalla terapia intensiva.

   « Sono Annamaria, dottore. Il dottor Lorini le chiede
se può venire di corsa perché la signora Santina ha avuto
un arresto cardiaco improvviso in reparto, per un’arit-
mia ». Spesso mi sono chiesto dove io abbia trovato la for-
za per affrontare e superare momenti così difficili, come
quello di Santina nella notte del 22 Luglio 2005 – eventi
per fortuna rari –, ma non ho mai trovato una risposta a
tale quesito.

   Forse sono riuscito a superare nel corso degli anni
eventi così laceranti, e continuare quindi tutti i giorni la
mia professione, grazie al mio rispetto per un disegno su-
periore pur stentando a comprenderne, umanamente e
scientificamente, le motivazioni.

   La storia di Santina è diventata dopo l’episodio di ar-
resto cardiaco un calvario senza martiri, una sfida umana
per la vita e infine un successo di solidarietà, spiritualità e
scienza medica.

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