Page 13 - 4. La speranza non delude
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ni e giorni alle parole degli amici, alla cascata di ragiona-
menti che cercano di fargli perdere il senso di ciò che egli
è veramente. Da questo punto la prova comincia a sno-
darsi dentro l’intelletto dell’uomo e la vera e diuturna
tentazione nella quale noi entriamo e rischiamo di soc-
combere è quella di perderci nel terribile travaglio della
mente, del cuore, della fantasia.

   Aggiungo un’ultima annotazione che potete tenere
presente meditando su Giobbe come libro dei più poveri
dell’umanità. Tutti soffriamo a causa di errori anche no-
stri, e tuttavia c’è una gran parte degli uomini che soffre
più di quanto non meriterebbe, che soffre più di quanto
non abbia peccato: è la gente misera, sofferente, oppressa,
che costituisce forse i tre quarti dell’umanità. Questa fol-
la immensa fa nascere il problema: perché? Che senso ha?
È possibile parlare di senso? L’affrontare un interrogativo
così drammatico è proprio di un libro fuori degli schemi
ordinari della vita, come è il Libro di Giobbe. E noi, che
vogliamo essere fedeli a Gesù nelle sue prove e sappiamo
che le sue prove sono quelle del popolo messianico, del
popolo dei sofferenti, dei popoli della fame e della pover-
tà, cerchiamo, attraverso le nostre riflessioni, di farci loro
vicini e di accettare le nostre prove, spesso piccole pen-
sando a quelle tanto grandi che affliggono molta parte
dell’umanità.

                               + CARLO MARIA CARD. MARTINI

                                                           Arcivescovo emerito di Milano

                                                                                       13
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