Page 22 - 4. La speranza non delude
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Il momento dello svezzamento dalla extracorporea
nella nostra chirurgia è molto stressante, ma ha anche un
grande fascino. Mi fa pensare sempre a un piccolo bambi-
no che cammina in equilibrio grazie alla mano della ma-
dre e che, improvvisamente, si stacca e cammina libero,
da solo, nella stanza.

   Allo stesso modo, durante questa fase dell’operazione,
l’assistenza fornita dalla macchina cuore-polmone viene
gradatamente ridotta e il cuore riprende a battere da solo
irrorando autonomamente tutti gli organi.

   « L’extracorporea è sospesa e il cuore ora va da solo »,
annuncia il perfusionista con tono deciso e soddisfatto,
felice della buona conclusione del suo lavoro di grande re-
sponsabilità.

   Tutto è in ordine, gli occhi di tutti esprimono soddisfa-
zione.

   « Samuele, grazie, riprendi il comando dell’intervento,
mi raccomando l’accuratezza dell’emostasi. Non deve san-
guinare ».

   « Grazie a tutti ». Mi stacco dal tavolo operatorio e mi
libero della luce frontale, degli occhiali di ingrandimento,
del camice e dei guanti, quindi incrocio don Ginami e gli
stringo un braccio, con calore, e lui mi ringrazia emozio-
nato per queste due ore sicuramente di grande intensità, di
preoccupazione, di amore verso la madre, di curiosità ver-
so cose così nuove per lui. È felice e colpito per l’esperien-
za che ha appena vissuto. È stato un bene averlo fatto assi-
stere all’intervento della madre.

   Dopo un’ora di lavoro di Samuele e di Kostantin per
garantire l’emostasi e risuturare l’incisione, l’intervento
di Santina è terminato.

   Luca segue tutte le fasi delicate del trasporto dalla sala

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