Page 20 - 4. La speranza non delude
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sta e il suo sguardo, pur affascinato, lascia trasparire la
preoccupazione.
Devo ridurre la tensione in sala, strizzo l’occhio a Gigi
Ginami, sento infatti che il nostro rapporto si è trasfor-
mato durante l’intervento da formale ad amichevole. « La
prima parte dell’intervento è stata molto soddisfacente »,
gli dico.
Poi scherzo con la ferrista e con Samuele sulla pesantez-
za della musica classica, all’ascolto della quale li obbligo.
La cardioplegia è finita, sono pronto ad aprire l’aorta
per sostituire la valvola. Quando la valvola appare, piena
di calcificazioni con un piccolo passaggio di 4-5 mm al
centro, ti chiedi sempre come facciano i pazienti a conti-
nuare a vivere in questa situazione.
Asporto velocemente la valvola, tolgo il calcio dal-
l’anello valvolare con grande accuratezza per poter poi si-
stemare la protesi. Scelgo la protesi del diametro adegua-
to e decido per una valvola biologica pericardica n. 21,
che penso sia la scelta ottimale per Santina.
« Samuele, esponi bene, devo essere sicuro che nessun
frammento di calcio sia stato trattenuto nel cuore ».
Inizio la sutura a punti staccati con ventiquattro fili di-
sposti in ordine, come una ragnatela.
Incrocio di nuovo lo sguardo di Gigi, adesso sempre
più affascinato e meno preoccupato. Rapidamente i fili
vengono passati sull’anello della protesi, e legati. La pro-
tesi valvolare si inserisce bene nell’anello, la posizione è
perfetta e sembra una valvola normale; anche il risultato
estetico è raggiunto.
Guardo Luca Lorini che, con un cenno, mi conferma il
buon andamento dell’anestesia e della circolazione extra-
corporea; la sua aria serena mi è sempre di grande confor-
to negli interventi più difficili.
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