Page 46 - Maritza
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dos e sfruttamento minerario incondizionato nel
         centro, dove non sono garantite le condizioni
         minime di lavoro, dove prospera la raffinazione
         e il traffico di droga e, come abbiamo visto, an-
         che la tratta e lo sfruttamento di minori a fine di
         prostituzione. La mia grande speranza è quella
         che i governanti locali sappiano, in un futuro
         non lontano, conciliare le esigenze di preserva-
         zione delle aree naturali protette con uno svilup-
         po economico equo, che possa essere di benefi-
         cio per tutti gli strati della popolazione, indigeni
         inclusi, rispettando la loro cultura secolare.
            Mentre parlo, rifletto su questa speranza,
         guardo con tanta commozione e dolcezza i due
         sacerdoti che qui vivono in modo eroico.
            Io questa sera farò ritorno in Italia, loro inve-
         ce rimarranno qui: nella miseria, nella povertà,
         provando la fame. Staranno qui per celebrare la
         Messa, per dare il conforto di Dio a questi dispe-
         rati... Non posso lasciare questa terra senza un
         piccolo segno di vicinanza concreta. Guardo la
         scassatissima jeep del 1970 e chiedo al parroco:
            “Padre Michelangelo, in Kenya abbiamo re-
         galato una motocicletta ai missionari di Lango

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