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Calabria
          nicola                                                                                            CELESTE: sviluppo integrale

         al passato, oggi si registra un modesto aumen-                   dello sfruttamento e del lavoro nero. Inoltre,
         to dei contratti di lavoro, ma troppo spesso le                  Celeste gira per le scuole per parlare con i
         condizioni lavorative permangono segnate                         ragazzi della sua esperienza di sindacalista
         dal lavoro sommerso, da forme di sfruttamen-                     e raccontare delle condizioni inaccettabili
         to e dalla piaga del caporalato. Bisogna dare                    in cui sono costretti a vivere, a due passi da
         piena applicazione al valore dell’uguaglianza,                   loro, dei coetanei venuti da altri continenti per
         far prevalere le regole e la legalità».                          sfuggire a miseria e guerre. La crisi, aggravata
            Per questo serve un cambio di mentalità.                      dalla pandemia, deve far comprendere che
         Celeste ha promosso a Polistena i “Campi del-                    siamo tutti sulla stessa barca. I giovani cala-
         la legalità”, durante i quali ogni estate volon-                 bresi sono a loro volta dei candidati all’emi-
         tari della Piana si confrontano con altri pro-                   grazione. E qui la riflessione di Celeste si fa
         venienti da ogni parte d’Italia sui temi della                   amara: «Nel già difficile quadro nazionale, la
         giustizia e della lotta al crimine organizzato,                  situazione giovanile è da noi ancor più critica.
                                                                          Aumentano i disoccupati e gli inattivi. Siamo
                                                                          la punta dello Stivale, l’estremo Sud del Paese,
                                                                          in cui la stratificazione delle disuguaglianze,
                                                                          aggravate ora dalla pandemia, consolida la
                                                                          marginalità e la povertà. Ciò che prevale è la
                                                                          percezione dell’abbandono e del disimpegno
                                                                          della politica, da troppo tempo distratta e lon-
                                                                          tana dai reali problemi del territorio. Un’intera
                                                                          generazione di giovani vive fuori dal processo
                                                                          produttivo. Gli interventi legislativi e le misure
                                                                          messe in campo negli ultimi anni sono stati del
                                                                          tutto insufficienti, anzi fallimentari, perché non

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