Page 79 - Nicola
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Calabria
 nicola                                    CELESTE: sviluppo integrale

 famiglia di lavoratori, per me luogo essenziale   per la mia terra è pari alla voglia di affermare
 di confronto e ricarica, in cui si respira la cultu-  che il rispetto delle persone non dipende dal
 ra del lavoro, la fatica, insieme alla rivendica-  colore della pelle o dalla loro provenienza».
 zione di migliori condizioni, la difesa dei diritti   Guida una manifestazione dei braccianti afri-
 collettivi prima ancora che di quelli personali.   cani, invita in Calabria i sindacalisti senegalesi,
 I miei genitori mi hanno fatto crescere secon-  avvia progetti per far sì che maturi fra gli immi-
 do i valori della legalità e della giustizia; mi   grati una nuova coscienza per la tutela della
 hanno fatto capire quanto è importante lottare   propria condizione. Col furgone va nei campi
 e spendersi, ognuno con le proprie compe-  all’alba e spiega ai raccoglitori i propri dirit-
 tenze, per provare a cambiare ciò che non va».   ti, sotto gli occhi torvi dei caporali e facendo
 La voglia di impegnarsi per garantire a tutti   indispettire i clan malavitosi che gestiscono la
 dignità e lavoro è maturata pian piano, dopo   manodopera. Organizza a Rosarno un corteo
 un’adolescenza tranquilla nella sua Cinque-  che parte dalla tendopoli dove sono ammas-
 frondi, gli studi al liceo artistico e poi all’Acca-  sati i lavoratori, senza acqua né luce, e arriva ai
 demia di belle arti di Reggio Calabria. Ma la   capannoni industriali dismessi divenuti rifugio
 bellezza, da sola, non basta a salvare il mon-  per i disperati che non hanno neppure una
 do. Celeste lo ha capito vedendo le condizio-  tenda per ripararsi. I dimostranti reggono uno
 ni disumane in cui sono costretti a vivere gli   striscione con la scritta: “Lavoratori italiani e
 immigrati che vengono a guadagnare due sol-  immigrati insieme per chiedere diritti”.
 di con la raccolta degli agrumi. Svolge il servi-
 zio civile e collabora all’apertura di uno “spor-  Sindacalista della Piana di Gioia
 tello immigrazione”. Nel 2006 entra nella Cgil,   Ce  n’è  quanto  basta  per  capire  che  la
 dipinge di giallo le pareti del suo ufficio (“è   Logiacco ha forza e coraggio da vendere. Così
 un colore che mi mette allegria”) e inizia una   nel 2017 la eleggono segretario generale del-
 battaglia che non ha più interrotto. «L’amore   la Cgil della Piana di Gioia Tauro, prima don-

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