Page 66 - MarcoAntonio
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poi, con la vergogna sul viso che si tinge di rosso,             mai preparato al peggio delle storie che raccatto
         mi dice:                                                         dalle pattumiere del mondo!
            “Gigi, io non so leggere e scrivere, non ho fre-                  Vedi, io sto scrivendo in aereo e tra qualche
         quentato la scuola elementare”.                                  ora, attraverso i prodigi della tecnica, tu, proba-
            Sento il ghiaccio nel mio cervello.                           bilmente, leggerai dal tuo cellulare. Sai una cosa?
            “Non sai legge e scrivere?”.                                  Mentre tu fai così ti poni a distanza di anni luce
            Mi risponde ancora più rossa in viso:                         da Gracias! Lei non potrebbe mai leggere. E sai
            “Sì padre, anche per compilare le carte dell’a-               come fa a riconoscere le persone dal suo cellulare?
         silo per la mia piccola Ana Giulia mi sono fatta                 Con le fotografie… Dunque se entri in contatto
         aiutare dalle suore”.                                            con lei non mandare messaggi WhatsApp e se stai
            Suor Elisette mi conferma con un triste ‘sì’ del              leggendo, per un secondo, fermati e ringrazia Dio
         suo capo. Per togliere il rossore dal volto di Gra-              così: Grazie Padre che mi hai dato il regalo enorme
         cias le do una leggera carezza. Rispondo cercando                di poter leggere e scrivere! Un regalo che accende
         di essere dolce:                                                 la luce nel buio della vita.
            “Non è la cosa più importante della vita”.                        Ancora, se ti interroghi sui tuoi genitori ti ven-
            “Ora, padre, ti evito una seconda domanda per                 gono in mente i loro nomi: Santina ed Egidio per
         me imbarazzante. Non chiedermi chi è mio padre.                  me… Pensa al degrado mentale e morale di doverti
         Io non so il suo nome perché mia madre Ignatia                   definire così: “Scusa, padre, io sono una figlia di put-
         era una prostituta”.                                             tana!”. È disgustoso vero? Eppure la mia Gracias è
            La seconda risposta di Gracias fa diventare                   una figlia di puttana! A questo punto non le do una
         rosso me! In cinque minuti di colloquio questa                   carezza ma l’abbraccio proprio, e sento il suo grande
         donna di trentanove anni mi ha sparato due pro-                  pancione contro il mio ventre. Poi, distaccandomi
         iettili: uno, nel cervello, dicendomi che è analfa-              dall’abbraccio, do un sonoro bacio al suo pancione.
         beta e uno nel cuore dicendomi che è una figlia                      “Dimmi Gracias, sai se è un bambino o una
         di prostituta. Sono confuso e disarmato. Non sei                 bambina?”.

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