Page 61 - MarcoAntonio
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Josè arriviamo da Nina, dopo la celebrazione della   Mi accolgono festanti e anch’io sono contento di
 messa. Si è ormai fatto tardi, ma questa catapecchia   incontrarli dopo un anno… Parliamo e consumiamo
 la conosco bene, ho già dormito qui lo scorso anno.   una magra cena: un panino imbottito con verdure e
 È una girandola di cani, galline, porci e ratti.   carne impossibile… pesantissimo! Rimpiango il bian-
 Ti chiedi come si possa abitare in un tugurio del   co riso del Vietnam rigorosamente, per me, super
 genere e, se devo essere sincero, preferisco le ca-  bollito. Poi una coca cola e di questa mi fido di più
 panne di fango e legno di gran lunga più pulite   perché è sigillata. Parliamo di Marcelo… Il giovane
 di questo schifo! Non è una questione di povertà   figlio deve ancora scontare due anni di prigione vigi-
 ma di diseducazione. Con gli abitanti della casa   lata per droga e non è in casa. Poi la stanchezza della
 convivono, in un unico cortile, quattro galline, tre   notte ci vince tutti. Mi assegnano il mio tugurio in
 maiali, e sette cani con uno stronzo di gallo che di   uno stato peggiore dello scorso anno. C’ė una bran-
 notte avrei ammazzato. Forse era un gallo pazzo,   da puzzolente con un cuscino blu scuro dall’odore
 ma ogni quindici minuti gridava a una improbabi-  insopportabile e con macchie allucinanti di sporci-
 le alba ancora lontana. Il suo canto era intercalato   zia. Il cesso? Una porta che si apre nel porcile e fai i
 dalle mie, non troppo sommesse, parolacce… Non   tuoi bisogni davanti a due maiali insonnoliti, con la
 solo nel cortile, che fa anche da sala da pranzo e   paura di qualche assalto che ti faccia cadere nella
 cucina, convivono animali con qualche apparizione   tua stessa merda. Che schifo! Ringrazio Dio per gli
 di ratti e due sorvoli di avvoltoi, ma… escrementi   anfibi che resistono a tutto, ma i pantaloni sono in
 misti di cane, galline e maiali sono sparsi e la puzza   uno stato pietoso e puzzano da morire. Tolgo il vo-
 è forte. In tutto questo, un disordine fuori di testa:   mitevole cuscino, metto sopra il letto il mio zainetto
 il motore di un grosso fuoristrada che il mio amico   blu di gran lunga più pulito di quel tugurio fatto da
 Francisco sta rimodernando, una lavatrice sfasciata   quattro assi male inchiodate e con chiodi arruggi-
 che era lì già lo scorso anno, due armadi a pezzi ru-  niti. Leggo la solita pagina di Vangelo con la quale
 bati dalla discarica, un paio di sedie messe insieme   chiudo la giornata, abbraccio il libro è sprofondo in
 con pezzi diversi e poi scodelle, bicchieri e piatti.   un pesante sonno respirando il tanfo. Verso l’una e

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