Page 69 - MarcoAntonio
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“Sì, padre. Mi hanno confermato che è una
bambina!”.
“Sono felice ma… puoi continuare a raccontar-
mi la tua storia?”.
“Certamente! Vedi padre, ogni giorno io vede-
vo uomini che andavano e venivano da casa mia
e da una specie di bar dove mia madre Ignatia si
prostituiva. Figli di questa prostituzione siamo in
quattro e io sono la più piccola. Prima di me c’è
Juan Pablo, poi Edina e Roberta e infine io. Da Itai-
nopolis a Paranoà sono 38 ore di corriera. Sono ve-
nuta qui a cercare lavoro dal Nord-est. Ho iniziato
a fare le pulizie in alcune case di Paranoà e così
ho conosciuto Robinson. Lui era un imbianchino e
lavorava nelle costruzioni civili. Non ci siamo spo-
sati e da lui ho avuto due figli Mariana di 22 anni
e Thiago di 20 anni. Oggi Mariana è una estetista
e fa manicure, mentre il più piccolo non lavora”.
Mentre la donna parla, noto sopra il pollice
destro un piccolo tatuaggio. Mi viene in mente
un altro tatuaggio, quello di Marco Antonio in-
contrato alcuni giorni fa al carcere di Porto Velho.
Allora, come mosso dall’istinto, prendo dolcemen-
te la sua mano tra le mie nascondendola. Poi, con
la sua mano nelle mie, la guardo intensamente e,
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