Page 38 - Martin
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Martín ದ 0HVVLFR  9ROWL'L6SHUDQ]D Q                                                      Martín ದ 0HVVLFR  9ROWL'L6SHUDQ]D Q

        murale. Mi  preparo  a  tutto,  ma  mai  avrei potuto                                           Stringo con delicatezza il crocifisso al cuore e
        immaginare la forte emozione che stavo per provare.                                      mentre mi giro, ecco davanti ai miei occhi il murale e…
        Passiamo  vicino  a un puzzolente cassone della                                          stento a credere ai miei occhi. Aguzzo la vista: eccola,
        spazzatura, dal quale un povero sta estraendo plastica                                   lei mi guarda sorridente  come quando era in vita ed
        da vendere; mentre tira fuori questa plastica, intravedo                                 era  disabile: un bellissimo volto della nostra Santina
        nel grande  e lordo cassone  della spazzatura  quello                                    appare  sulla  parte sinistra alta del murale.  È mia
        che rimane di un Cristo crocifisso: praticamente non ha                                  madre  quella che sorride,  e sorride ai disperati della
        più né gambe né mani e la croce  dev’essersi  persa                                      strada,  quella strada così tante volte macchiata  e
        nell’immondizia. Mi dimentico di tutto e tiro fuori quel                                 lavata dal sangue! Guardo Magda con il mio povero,
        povero e martoriato crocifisso: sotto le ascelle ha foglie                               puzzolente crocifisso stretto al cuore… Magda sorride:
        di insalata, dei fagioli sul petto, una tortilla spiaccicata                             “Ti  piace, tua madre  Santina?  Ho scelto bene?” –
        sulla faccia. Puzza, quel crocifisso, puzza terribilmente                                “Magda,  è una meraviglia, l’artista  l’ha disegnata
        ed è sporco: i fagioli sono marci  e l’odore  che                                        davvero bene, è proprio lei che sorride – e quanto è
        emanano è terribile. Un poveraccio che sta rovistando                                    grande!”. Magda orgogliosa inizia a spiegarmi il murale
        nella spazzatura alla ricerca di qualche avanzo di cibo                                  in ogni dettaglio: “Ora ti spiego bene tutto, don Gigi. Al
        mi offre un pezzo del suo giornale, e così lo pulisco                                    centro  della parte superiore del murale  vedi una
        come meglio posso. Me lo stringo al cuore, il ricordo                                    grande e bellissima colomba bianca, per tutti è intuitivo
        come un flash va a mia madre che più di 50 anni fa                                       vederci  la colomba della pace, ma per  noi cattolici  il
        aveva a sua volta tirato  fuori un crocifisso  dalla                                     significato  più profondo  è quello dello Spirito  Santo:
        spazzatura…  E  penso: “Almeno in questo le                                              solo lui ci dona la pace vera. Ma lo Spirito  Santo è
        assomiglio! Grazie, mamma”.                                                              anche il fondamento della chiesa della nostra
                                                                                                 parrocchia  che esiste grazie proprio  al terrapieno  di
                                                                                                 questo muro che fa parte della parrocchia”.Rimango a
                                                                                                 bocca aperta  e guardo con ammirazione la buona
                                                                                                 Magda…  nel frattempo ci raggiunge  Juan Carlos,  il
                                                                                                 muralista, un giovane artista di strada: “Ciao, padre, ti
                                                                                                 piace il mio lavoro? Ci sto mettendo tanta passione…”.
                                                                                                 Si  asciuga il sudore perché  fa davvero caldo, il sole
                                                                                                 batte forte  forte.  Juan Carlos ha un’aria  davvero
                                                                                                 strampalata,  tutto sporco  dei colori  spray  con i quali
                                                                                                 lavora – mi viene da pensare che anche i suoi polmoni
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