Page 36 - MARIA
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piccola e umile stanzetta della parrocchia. Da
               solo mi butto in ginocchio e recito con fede
               l’atto di dolore, per la mia mancanza di fede e
               la mia grande superficialità. Una profonda pace
               mi entra nel cuore. Dopo alcuni minuti esco per
               la cena e trovo il parroco impensierito che si
               chiede quanto ci metto per lavarmi e cambiarmi.
               Taglio corto:
                  “Domani, padre tu sali sull’aereo al mio posto
               e torni in Italia”.
                  “Mai! Pensi che potrei lasciare così facilmente
               la mia gente?”.
                  Lo invidio tanto e lo abbraccio con forza...
                  “Don Gigi, andiamo! Una buona cena vietna-
               mita ci attende, dobbiamo festeggiare! Bambù,
               lumache, brodo, cicoria, cipolle sono la base
               di una cena mangiata rigorosamente con i due
               bastoncini come posata. Non la gusto per nul-
               la. Continuo a essere intontito dalla formidabile
               esperienza vissuta in questo vespro.
                  Cosa posso dirvi di più? Questo meraviglioso
               viaggio iniziato con il folgorante esempio dell’an-
               ziana Maria, si conclude in questo villaggio di
               contadini e risaie. Guardo dalla finestra della mia
               camera forse per respirare un po’ di aria della


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