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nudi. Mi scortico un po’ il piede sinistro. Nien-
te di importante. Sciacquo con acqua, ci metto
un fazzolettino di carta e sopra rimetto la calza.
Non ditemi: ‘Perché non hai messo il cerotto?’…
perché non ce l’ho.
Arriviamo per pranzo, al villaggio, stanchi
morti. La prossima volta mi porto una bombola di
ossigeno e una tanica di un miliardo di litri d’ac-
qua! Ci stanno aspettando. Mi lavo il sudore in
un torrente vicino e mi siedo con le gambe incro-
ciate, posizione per noi occidentali scomodissima
ma, dopo cinque notti a dormire per terra, sedermi
così lo sento persino piacevole… Hanno saputo
della nostra inaugurazione di un ponte nel delta
del Mekong, poi delle due strade, dell’orfanotrofio
e della pompa di acqua. Hanno alcune semplici
richieste che mi commuovono.
Una donna anziana prende la parola:
“Padre, noi qui siamo molto poveri, ci sono al-
cune famiglie che non riescono a campare. In un
nucleo familiare di 12-15 persone un bufalo è una
ricchezza grande. Ti vorremmo chiedere di aiutaci
a comperare 10 bufali. Un bufalo costa circa mille
euro e così noi potremmo vivere più dignitosamen-
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