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perché la mia pazzia d’amore mi aveva trasformato
             in disertore. Nessun pubblico ufficiale mai e poi
             mai avrebbe celebrato questo matrimonio, anzi
             sarei finito in carcere!”.
                 “Woow! Amore vero, ma amore clandestino, proi-
             bito dalla legge. Questa cosa è formidabile: per amo-
             re sei diventato fuorilegge e vivete un amore clan-
             destino, nascosto, ricercato, braccato… che forza!”.
                 Quei due squinternati vecchietti mi sembrano
             dei giganti.
                 Quang continua:
                 “Eh sì… il nostro lungo abbraccio nel silenzio
             terminò con una semplice frase, la più bella che
             ho detto in tutta la mia vita: Ly mi vuoi sposare?
             Sapevamo che il nostro legame non sarebbe stato
             riconosciuto dallo Stato, ma forse anche per que-
             sta sofferenza è ancora più vero. Ly mi ha risposto
             subito con un forte sì… e un altro lungo forte e
             abbraccio ha concluso la più povera, semplice e
             breve cerimonia di nozze: vestiti con i nostri strac-
             ci, su un pontile e il rito durato a malapena dieci
             minuti! Ricordo ancora quel giorno come se fosse
             oggi. Dopo quel sì iniziammo la nostra vita di ran-
             dagi, come i numerosi cani che si incontrano nelle
             nostre terre, spinti dalla fame nera, dalla miseria e

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