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dava trasformando in gelosia, una gelosia pazzesca
             per loro e mi divideva il cervello: da una parte am-
             mirazione forte e sincera, dall’altra parte gelosia cu-
             pa e sorda che mi devastava. Men, sono scappata!”.
                 “Caspita! Davvero hai abbandonato l’uomo
             di cui eri innamorata per gelosia? La tua famiglia
             deve aver combinato proprio un bel disastro su di
             te! E come è andata a finire?”.
                 “Quang era arruolato nell’esercito, era un viet-
             cong. La tristezza più cupa si impadronì di lui”.
                 Quang si siede accanto alla moglie incrocian-
             do le gambe come facciamo in Vietnam e dice con
             voce forte:
                 “Questa cosa permettetemi, la devo raccon-
             tare io! Oggi in questa barca siete tre donne ed
             è difficile farvi stare zitte, ma penso che sarete
             interessate a quello che dico”.
                 Ridiamo tutte e tre io, Mia e Ly, divertite e an-
             cora complici della nostra chiacchierata al femmi-
             nile. Ly, con un gesto semplice ma di grandissima
             eleganza, notando nel marito un leggero, passeg-
             gero risentimento velato dal suo sdentato sorriso
             si alza e da un termos gli offre una tazzina di tè.
             Dolcemente si avvicina, gli offre la tazza e poi con
             la destra, lentamente, gli accarezza i capelli.

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