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luogo più disperato. Guardo Mia e sono felice di
aver portato anche lei in questa catapecchia per
imparare l’amore vero.
Quang inizia a parlare:
“Se perdi la testa per una donna, come era nel
mio caso… se perdi quella donna vuoi suicidar-
ti: nulla ha più senso, diventi ebete; non mangi,
non ragioni, non ha più senso quello che fai. Io
ero arruolato nell’esercito del Vietnam e già mal
sopportavo la dura disciplina. Un giorno ho de-
ciso di disertare per… cercare il mio amore. Sono
scappato e ancora oggi sono un vecchio sdentato
disertore, ma felice! Tornai ad Hanoi dal sud e, di-
speratamente, iniziai a cercarla lungo il Fiume Ros-
so, finché un pomeriggio, più o meno a quest’ora,
la trovai! Era seduta al molo e guardava le barche
passare lentamente. L’ho chiamata forte: ‘Ly! Ly!
Ly!’. Lei si è voltata, mi ha guardato incredula, è
saltata in piedi di scatto e si è messa a correre…
e io correvo verso di lei. Ci siamo abbracciati… un
forte, lungo e soprattutto silenzioso abbraccio. I
suoi occhi erano per me un diamante. Mi scende-
vano le lacrime e lei rideva felice. Come due imbe-
cilli non ci siamo detti nulla, ma era tornato il fuo-
co nelle mie vene. Sentivo la vampata di caldo che
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