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“Hai ragione, scusami. Racconta tu, ma prima
bevi un sorso…”.
La gentile coccola cancella la nuvoletta di ri-
sentimento nascosta nell’animo di Quang e ritor-
na splendente il sole nel suo sorriso di vecchio
innamorato! Le dinamiche sincere dell’amore so-
no fatte di piccoli gesti: un pezzo di pane, una
tazzina di tè, una carezza sui capelli, un sorriso.
Penso molte volte come invece io vesto l’amore di
superfluo: costosi regali, una buona cena, vestiti
e altro ancora. Tutto questo me lo insegnano la
televisione, i social, le amiche, il contesto culturale
ricco, progredito emancipato. Dovevo tornare alla
discarica in cui mi aveva portato Gigi per capire
l’amore sincero? Quanto mi sento diversa in que-
sto pomeriggio, da quella notte in cui scendevo la
puzzolente discarica dando la mano a Gigi per non
scivolare. Ricordo i suoi scarponcini, che si van-
tava di aver calzato in Iraq, sulle Ande del Perù o
nella desolazione delle terre tra Kenya e Somalia…
Ricordo che io avevo le mie ciabattine, regalate-
mi dalle due suore che erano con noi. Scendendo
nell’inferno di questo quartiere mi chiedevo per-
ché stavo seguendo un pazzo venuto da lontano
non per visitare i quartieri ricchi di Hanoi ma il
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