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Bergamo
          luca                                                                                                         don angelo

         malato lei accorreva sempre. Fino a due anni                     anche fin troppo coccolato. Spesso chiamo i
         fa ogni anno andava con l’Unitalsi a Lourdes                     malati, coloro che hanno avuto dei lutti”.
         come accompagnatrice di un malato”.                                 In questi momenti di grave difficoltà, riflet-
            Adesso le giornate sono molto faticose,                       to, un sacerdote ha il dovere di restare sem-
         confessa don Angelo con lunghi respiri di                        pre un pastore per la sua gente.
         inquietudine.                                                       “Questa è la bellezza ma anche la fatica
            “Non ho ancora trovato un mio equilibro.                      dell’essere parroco. La tua gente ti fa sentire
         Faccio fatica perché ho la preoccupazione                        che sei suo, ti accarezza con le sue attenzio-
         incessante per mia madre, il mio pensiero è                      ni, ti fa capire che resti sempre il suo don, il
         continuamente rivolto a lei”.                                    suo pastorello, come mi definisco io, perché
            Da sacerdote e parroco, prosegue la sua                       pastore mi sembra una parola troppo elevata
         attività pastorale e liturgica.                                  e impegnativa per me. Con tutti i pensieri e le
            “Tutti i giorni celebro la messa, recito il                   preoccupazioni, sono qui”.
         rosario. Con due amici preti quattro volte al
         giorno ci colleghiamo su WhatsApp e recitia-                        Nell’animo e nel cuore di don Angelo bru-
         mo insieme le preghiere del breviario: alle 9                    cia il tormento interiore di un sacerdote che
         le lodi, alle 15 l’ora media, alle 19 i vespri, alle             scopre la sua fragilità di uomo, il combatti-
         21 la compieta. Viviamo in modo autentico la                     mento tra il pastore – o il pastorello come dice
         fraternità. La domenica celebro la messa via                     lui – che, forte della sua fede, guida la sua
         Facebook per la comunità, per restare in con-                    gente con speranza salda e, dall’altro lato del
         tatto con i parrocchiani. Loro mi vedono, mi                     fronte, l’uomo affaticato, impaurito, angoscia-
         sentono e io a mia volta sento loro, ho bisogno                  to. Venerdì di Quaresima. Anche la sofferenza
         di sentirli. In questo momento non mi hanno                      di don Angelo è una Via crucis.
         lasciato solo, mi telefonano, mi accompagna-                        “È un lungo Getsemani, un lungo Vener-
         no, mi incoraggiano, mi accudiscono. Sono                        dì Santo. Io cito sempre un passo del libro

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