Page 76 - Luca
P. 76

Bergamo
          luca                                                                                                         don angelo

         di Isaia 21: ‘Sentinella, quanto resta della                     parroco –, ora sono stato costretto a fermar-
         notte?’. Un’invocazione che sento tanto mia.                     mi. La Chiesa è stata costretta a fermarsi. Mi
         Porto sulle mie spalle e sul mio cuore il peso                   viene in mente la frase di papa Francesco:
         di questa lunga notte, dentro la quale è rac-                    ‘L’evangelizzazione si fa in ginocchio’. Ecco,
         chiuso il dramma, il grido dell’umanità soffe-                   dobbiamo metterci in ginocchio, in silenzio,
         rente. Eppure, nello stesso tempo, all’interno                   in ascolto della Parola”.
         di questa notte che sembra interminabile mi
         sforzo di intravedere dei fasci di luce: la luce                    Don Angelo sospira, la prova del dolore e
         di chi si prende cura di chi è sofferente, di mia                della speranza è grande: alla fine della lun-
         madre, dei malati, e anche di me. Penso ai                       ga notte si intravede un barlume di luce, così
         medici, agli infermieri, agli operatori sanitari,                come nell’oscurità del Venerdì santo si intra-
         ai volontari che rischiano la vita ogni giorno.                  vede già l’immensa luce della Resurrezione.
         Io non sono un prete dotto, sono semplice.                          “Io ci credo, è la mia fede. Ma in questo
         Ma, nella mia ignoranza, penso che proprio                       momento lo affermo con tanta fatica”.
         ora stiamo giocando la partita più grande                           Sacerdote e uomo: la dicotomia che nel
         e più bella di quel nuovo umanesimo di cui                       momento della sofferenza diventa profonda.
         oggi nella Chiesa si parla tanto”.                               La fede non vacilla, ma è affaticata, messa a
                                                                          dura prova.
            E a proposito di Chiesa, don Angelo si                           “Parlo un po’ di pancia, a braccio, perché
         domanda:                                                         questa situazione si vive di più con i senti-
            “Con che immagine uscirà da tutto que-                        menti che con il lume della ragione. Ma ora
         sto? Guardo a me stesso: io che sono sempre                      penso che l’esperienza che sto vivendo mi sta
         stato un sacerdote dei grandi progetti, dei                      cambiando. Sai, a volte ti viene da domandar-
         programmi pastorali – per i compiti che mi                       ti: ma perché questo è capitato a me? Ecco,
         sono stati affidati, aldilà del mio impegno di                   penso che da questo cammino uscirò cam-

                                 74                                                               75
   71   72   73   74   75   76   77   78   79   80   81