Page 49 - Luca
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Bergamo
luca luca
“Luca, è davvero forte quello che mi dici e “Luca, hai tempo per una seconda doman-
lo condivido in pieno. Anche io ho imparato da? Questa è un po’ da prete però!”. Guardo
a mie spese che nella vita non si deve vivere l’amico che si pone ancor più attento…
per il successo, ma per il merito! Purtroppo “Tu non preghi mai?”.
molte volte noi uomini di chiesa siamo offu- Lui sta zitto. Passano alcuni secondi e con
scati da questo e oggi tu mi stai tenendo una la sua franchezza mi dice:
grande lezione di spiritualità ed interiorità. È “Un tempo formale di preghiera, come tu
proprio vero, l’errore dichiarato è la chiave puoi immaginare, non c’è nella mia giornata,
del vero successo!”. devo essere sincero! Ma in grande confidenza
“Gigi, nascondere un errore, dire ‘io non ti dico… – si azzittisce, e poi lentamente par-
sbaglio mai’, è da immaturi e imbecilli. Il dare la – quando sono davanti a una persona che
di sé sempre e solo l’immagine vincente sta morendo, a una persona grave, in quei
dell’uomo che non conosce l’errore e, soprat- momenti mi sembra di essere davanti a Dio”.
tutto, rimproverare agli altri gli errori non gio- Colgo nel vecchio amico un cenno di vela-
va a nulla. Se io rimprovero un mio medico ta commozione.
per un errore, anche grave, lui la prossima Forse, di tutta la nostra chiacchierata, que-
volta farà di tutto per nasconderlo. Se invece sta è la frase più forte. Vado con la mente a
del rimprovero cerco di capire il motivo di papa Francesco e mi ricordo la sua frase: ‘gli
quell’errore e mi mostro attento a quanto è ammalati sono la carne di Gesù!’… e papa
avvenuto e non giudice di quello che capi- Francesco questo lo fa vedere a tutti, non
ta l’errore può diventare, come il problema, nega la sua predilezione e i suoi gesti di affet-
un’opportunità! Un vecchio proverbio dice: to ai malati, soprattutto ai più gravi.
Sbagliando si impara. È proprio vero! Soprat- Si fa silenzio… io penso alla carne di Gesù
tutto, sbagliando si cresce, si perdono forse e poi sono io a parlargli… ma, forse, parlo a
battaglie, ma si vince la guerra!”. me stesso:
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