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Bergamo
          luca                                                                                                           emanuele

         immaginato una tragedia di queste dimensio-                      te enormi: in un anno lui perde mediamente
         ni e con questi numeri”.                                         20-25 pazienti, ad oggi, dopo circa un mese
            Da medico di base, Berbenni analizza con                      dall’inizio dell’emergenza, sono già 13 i suoi
         lucidità e spirito critico il modo in cui l’emer-                assistiti morti.
         genza è stata gestita.
            “Credo che sia stato dato un taglio un po’                       Ripercorre gli inizi, le prime fasi dell’epi-
         troppo ospedaliero alla risposta all’emergen-                    demia, a partire dall’errore di definire come
         za. Purtroppo è stato un po’ sottovalutato il                    poco più che un’influenza un virus del tutto
         territorio. Il Veneto, che ha la metà degli abi-                 sconosciuto.
         tanti della Lombardia, ha eseguito il doppio                        “Nei primi tempi i pazienti si sono rivolti
         dei tamponi rispetto a noi e questo ha per-                      ovviamente a noi medici di base come punti
         messo ai veneti di circoscrivere i focolai ini-                  di riferimento. E noi, davanti a un’infezione
         ziali, ospedalizzare di meno, non intasare le                    di cui non sapevamo nulla, abbiamo gesti-
         strutture ospedaliere, curare i pazienti sul ter-                to la situazione seguendo i normali criteri,
         ritorio. Le risorse della medicina sul territorio                prescrivendo la tachipirina per la febbre, o
         dovrebbero essere potenziate”.                                   l’antibiotico per le infezioni batteriche, finché
            Berbenni lo afferma con chiarezza: lui,                       non sono usciti i protocolli del virus. Ci siamo
         come tutti i medici di famiglia, si è trovato                    arrangiati come abbiamo potuto, abbiamo
         in uno stato di disorientamento, si è sentito                    fatto quello che potevamo, per fronteggiare
         mandato allo sbaraglio, a combattere una                         un male al quale non eravamo assolutamente
         guerra senza adeguata preparazione, senza                        preparati”.
         le armi appropriate.
            “Nelle prime settimane non avevamo nem-                          Ricorda con dolore i tanti medici caduti sul
         meno abbastanza dispositivi di protezione”.                      campo, il sacrificio dei suoi colleghi:
            Le perdite di pazienti, di assistiti sono sta-                   “Ho perso cinque amici cari”, sospira. Ad

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