Page 31 - Kelvin
P. 31
gere e bagno la spalla del carcerato con le mie
lacrime. Mi sento prete fino all’ultima cellula del
mio corpo, mi sento prete in ogni respiro, in ogni
battito del cuore... Mi sento anche io prete nuovo,
trasformato dal mio penitente.
Mi inginocchio, i jeans si bagnano a contatto
con lo scolo dei luridi lavandini, gli bacio gli stivali
bianchi sporchi, le labbra si sporcano di quello
scolo che mi sembra ora lo scolo del peccato che
lo ha lasciato. Imbarazzato e pieno di affetto, il gio-
vane si abbassa e mi pulisce con il suo grembiule
le labbra, non commenta, rimane in silenzio, ma
gli occhi... I suoi occhi mi fanno impazzire!
Gli occhi, gli occhi, gli occhi: Dio gli occhi di
quel giovane quanto sono belli! Occhi neri in cui
si vede il cielo, la pace e la serenità... la gioia!
“Padre, rimarrò in questo carcere tutta la vita,
ma da oggi io sono cambiato. Il tuo urlo pazzo di
perdono, mi ha schiantato e mi ha azzerato. Sono
convinto che Dio mi ha perdonato! Il tuo urlo folle
ha spaccato i miei timpani, ma mi ha ridato para-
dossalmente l’udito... Provo vergogna per quello
che ho compiuto, sono stato uno schifo di uomo,
ma da oggi, ma da oggi... 21 giugno 2016 le cose
cambiano. Il tuo urlo mi ha sorpreso, paralizzato,
choccato, ma al tempo stesso mi ha fatto rinasce-
29

