Page 91 - Janet
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qualcosa di buono”. Il volto del giovane si illumina
               e anch’io mi sento contento per il piccolo passo di
               solidarietà compiuto, avverto che anche Caterina,
               Marzia, Emanuele e Doreen condividono fino in
               fondo l’idea.
                  È domenica. Prima del pranzo e quindi del-
               la partenza per l’aeroporto di Mombasa celebro
               la messa. Lei, piccolina, è li con un maglioncino
               grigio, con le sue ciabattine consunte e una gon-
               nellina di color verde. Mi tiene la mano. Vicino a
               lei c’è Pilli, una donna affetta da AIDS. Prendo la
               bambina in braccio e la faccio sedere sulle mie
               gambe. Celebrerò l’Eucaristia con Naomi sulle mie
               gambe, vicino al mio cuore. La presenza di questo
               angelo mi purifica come, nel carcere femminile in
               Perù sulle Ande, aveva fatto il piccolo bimbo che
               avevo tenuto sulle mie spalle per tutta la messa.
               Questi bimbi hanno la capacità di purificare il cuo-
               re con la loro sola presenza, infatti Gesù ci dice:
               “Se non diventerete come bambini non entrerete
               nel Regno dei cieli”. Un conto è parlare di AIDS un
               conto è celebrare la messa con una piccola bimba
               in braccio che è sieropositiva e tenendo la mano
               di una donna che è affetta da AIDS conclamato.
               Che meravigliosa messa! Molto meglio della solen-
               ne Eucaristia di un papa! La presenza di Gesù era
               garantita dalle specie eucaristiche, dal libro della

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