Page 89 - Janet
P. 89
NAOMI
È una calda sera dei nostri ultimi giorni di per-
manenza in Kenya, siamo stanchi e stiamo visi-
tando i villaggi dove abitano i malati di AIDS che
seguiamo nel nostro programma chiamato Com-
prehensive care outreach Msabaha. Il caldo del
giorno lascia gradatamente posto al fresco della
sera, anche se il sole non è ancora tramontato.
Siamo fuori dalla capanna di Naomi, una bellissima
bimba di 9 anni affetta da HIV, che rapidamen-
te si sta trasformando in AIDS. La bimba ha uno
sguardo spento e stanco. Invito i miei compagni
di spedizione a entrare nella capanna.
Spalanchiamo la porta e il contrasto tra la forte
luce del sole e il buio della capanna ci sorprende,
impedendoci di vedere l’interno. Poi, gradatamen-
te, la vista si abitua e cominciamo a scoprire una
grave e severa povertà. L’ambiente è suddiviso in
due parti, una per la notte e una per il giorno. Non
esistono tavoli, sedie e letti, ma solo alcuni sacchi
in cui sono ammassati gli stracci chiamati vestiti,
uno dei quali avevo portato in Italia nel mese di
febbraio. Attaccata alla parete una vecchia lanterna
a petrolio spenta. La bambina mi tiene per mano.
La miseria così forte è un invito alla riflessione.
Chiedo la parola ai miei compagni e sparo a raffica
87

